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Aeromodellismo e Microturbine
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Motori a turbina per uso aeronautico |
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L'alba dei motori a getto |
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Fin dall'inizio della storia dell'aeroplano, il motore alternativo a pistoni,
nelle sue differenti forme (motore
stellare, motore
in linea, a V)
è stato l'unico tipo di motore disponibile per il progettista
aeronautico. ...Il motore a getto rappresentò in quel periodo
appunto quella "nuova tecnologia" che permise all'ingegneria
aeronautica di fare un balzo in avanti forse paragonabile a quello dei
fratelli Wright. Il 16 gennaio del 1930, in Gran Bretagna, Frank Whittle
ottene un primo brevetto per un motore a getto per aeroplano. Nel 1935
Hans von Ohain, in Germania, cominciò a lavorare ad un progetto
simile, molto probabilmente all'oscuro dei lavori quasi contemporanei di
Whittle. Ohain contattò Ernst Heinkel, uno
dei maggiori industriali aeronautici dell'epoca, che immediatamente vide
le prospettive del progetto. Heinkel aveva recentemente acquistato la
fabbrica di motori Hirth e Ohain, e il suo capomeccanico Max Hahn, furono
messi a capo di una nuova divisione della Hirth. Il loro primo motore Hs1
era in funzione nel settembre 1937. A differenza del progetto di Whittle,
Ohain utilizzò l'idrogeno, al quale attribuì i successi iniziali, come
carburante. I progetti successivi culminarono nel motore Hs3 che forniva
498 kg (5 kN - 1,100 lb) di spinta. Uno dei problemi di entrambi questi
due progetti iniziali, che vennero denominati motori a compressore
centrifugo, era dato dal compressore che "lavorava"
spingendo (accelerando) il flusso dell'aria verso la parte periferica del
motore dove questa veniva compressa da dei condotti divergenti che
convertivano la velocità dell'aria in pressione. Il vantaggio era dato
dalla migliore comprensione del progetto, che si rifaceva a quanto
conosciuto con le turbine dei turbocompressori, ma che aveva come
svantaggio di portare alla realizzazione di motori, a causa della
velocità di rotazione che potevano raggiungere i motori dell'epoca, di
grande sezione. Lo sviluppo nella tecnologia dei cuscinetti permise di
ottenere velocità di rotazione maggiori e quindi motori di dimensioni
minori. Un altro vantaggio di questa configurazione era dato dalla
maggiore resistenza del motore nel caso si verificassero ingestioni di
oggetti estranei - Foreign Object Damage in termini aeronautici).
Inoltre, sebbene la sezione del motore fosse rilevante, la sua lunghezza
era molto ridotta, vantaggio da non sottovalutare. Gli svantaggi erano
costituiti, oltre alla sezione, dalla necessità di convogliare l'aria
compressa verso la parte posteriore attraverso la camera di combustione,
la turbina e l'ugello di scarico. Anselm Franz
ingegnere della Jumo (Junkers Motoren), la divisione della Junkers
che si occupava dei motori, risolse questi problemi introducendo i motori
con compressore assiale. In pratica questa configurazione è l'opposto di
una turbina. L'aria che entra nel motore è spinta verso la parte
posteriore da una serie di complessi di ventole (condotti convergenti) e
urta una serie di alette fisse (dotti divergenti) chiamate statori. Il
processo non è così potente come nel caso del compressore centrifugo per
cui si rende necessario disporre in serie le ventole al fine di avere il
rapporto di compressione richiesto. I motori assiali sono più complessi
dei motori centrifughi ma hanno un diametro molto ridotto. Lo Junkers Jumo
004 rappresentò il primo motore assiale ad entrare in servizio operativo
essendo montato, in coppia, sul caccia Messerschmitt Me 262, utilizzato
dai tedeschi, in numeri ridotti, nella fase finale della seconda guerra
mondiale. Dopo il conflitto il caccia e il suo motore verranno
estensivamente studiati dagli alleati. << Precedente - Segue >> Tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera. |
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